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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Valar
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I mwbqValar (singolare maschile mwbgVala, femminile singolare mwbwValië) sono personaggi di mwcaArda, l'mwcquniverso immaginario mwcgfantasy creato dallo scrittore inglese mwcwJ. R. R. Tolkien.

I Valar sono i più potenti tra gli mwdqAinur (entità create dal pensiero di mwdgEru Ilúvatar) che hanno deciso di proseguire la loro esistenza su mwdw (gli altri Ainur in Eä sono i mweaMaiar). Compaiono principalmente ne mweqmwegIl Silmarillion; all'interno di Eä e su Arda possono essere equiparati a «quelli che noi chiameremmo potenze angeliche, la cui funzione è quella di esercitare un'autorità delegata ognuno nella propria sfera»cite-ref-1[1].

"Valar", in mwgaquenya, significa "Potenze del mondo".cite-ref-2[2]

Contents

Trama
Maschi
Femmine
Note

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Ideazione e fonti di ispirazione

Modellati dall'immaginazione di Tolkien molto probabilmente sulla scorta delle divinità olimpiche greche, a differenza dei loro "cugini" euromeridionali, i Valar, nell'intenzione di Tolkien, dovevano costituire il nucleo mitologico divino da cui attingere le storie da lui narrate, creando così una mitologia celtico-anglo-sassone da contrapporre a quella greco-romana.

A differenza degli dei greci i Valar sono sì esseri maestosi e potenti, ma sottoposti al Dio Supremo, mwiqEru, che nella concezione tolkieniana doveva essere l'equivalente mitologico del mwigDio mwiwcristiano, saggio, lungimirante, misericordioso e onnipotente. I Valar, proprio per essere una sorta di creature angeliche al servizio del Bene, sono del tutto diversi dai loro analoghi greco-romani: così mwjaTulkas, 'dio' della Guerra, è sì un guerriero valoroso e intrepido, ma affatto diverso per intemperanze e crudeltà dal dio mwjqAres; mwjgManwë, ovvero lo mwjwZeus tolkieniano, è al pari del suo corrispettivo greco il sovrano degli dèi, ma diversamente da questo non si diverte a fornicare con belle fanciulle mortali. Sono 'dèi cristiani', in un certo senso, e cristianamente personificano le virtù cardinali e teologali: mwkaprudenza, mwkqgiustizia, mwkgfortezza, mwkwtemperanza, e mwlafede, mwlqcarità, mwlgsperanza.

mwmaMorgoth, il Signore Oscuro, è paragonabile al mwmqSatana giudaico-cristiano, un essere angelico di pura malvagità, una personalità potentissima ma tracotante al punto da non conoscere i propri limiti; Melkor, che come Lucifero partecipava al Disegno Divino con la maggior gloria e maestà, aspira a una sua propria creazione indipendente dalla volontà di Eru, quindi mwmgsi erge al pari di Eru, l'Unico Dio, salvo poi essere ammonito dal suo creatore del fatto che tanto a lui, essere pur potentissimo, quanto a tutti gli altri Valar è preclusa la creazione dal nulla, mwmwab nihilo.

Trama

Tra gli mwnwAinur originati da mwoaIlúvatar alcuni decisero di rimanere con lui, mentre altri scelsero di entrare in mwoq poiché colpiti dalla visione del mondo contenente ciò che essi avevano espresso con il loro canto (mwogMusica degli Ainur) e affascinati dai Figli di mwowIlúvatar (pensati da lui stesso e presenti nella visione). Questi secondi spiriti sono Valar e mwpaMaiar, ognuno dei quali ebbe un compito particolare nel modellamento e arricchimento del mondo. I Valar, una volta arrivati su mwpqArda si resero conto che il mondo era ancora un luogo oscuro e buio e che ciò che avevano visto era una visione di come sarebbe diventato in futuro. Così iniziarono a preparare la terra per la venuta dei Figli di mwpgIlúvatar, ostacolati da mwpwMelkor che distruggeva ogni cosa da loro creata, ma inconsapevolmente contribuiva alla stabilizzazione di mwqaArda. La loro prima abitazione nel "Piccolo Regno fra le innumerevoli stelle" (Arda) fu in mwqqAlmaren, un'isola in un grande lago della mwqgTerra di Mezzo, ma dopo la sua distruzione, molto prima del mwqwRisveglio degli Elfi, si spostarono sul continente di mwraAman e lì fondarono il regno beato di mwrqValinor.

Caratteristiche

I Valar furono coloro tra i più grandi degli Ainur che testimoniarono la Visione di mwsaIlúvatar cantata nell'mwsqAinulindalë e che la amarono di più. Essi scelsero quindi di scendere in mwsg per poterne divenire parte integrante. Melkor, al contrario, fu l'unico Vala che scese in Eä per cercare di sottometterla al proprio potere.

Il potere di ognuno dei Vala su un particolare elemento dell'mwtauniverso, diverso da Vala a Vala, è dovuto al fatto che ciascuno di esso fu il primo o comunque il principale mwtqAinu che immaginò e cantò di quel particolare elemento nell'mwtgAinulindalë.

I Valar non hanno una forma visibile fissa, ma spesso assumono le sembianze di Uomini e di Elfi, o rimangono invisibili, in quanto esseri di puro spirito. mwuaMelkor (che rimane sempre un Ainu) perse l'abilità di cambiare aspetto già da prima della sua caduta, come in seguito il suo luogotenente mwuqSauron (un Ainu anche lui, sebbene solo un mwugMaia). A volte, per incutere timore, i Valar si mostravano in tutta la loro possenza, o come esseri antropomorfi giganteschi, oppure assumendo forme mostruose modellate dalla materia di cui ognuno di loro era fatto; per esempio Ulmo raramente decideva di comparire agli uomini, per timore di spaventarli troppo, dal momento che sarebbe apparso come un immenso essere di sembianze umane ma fatto di onde e acqua profonda. Melkor sfruttò anzi questa capacità di assumere forme mostruose inducendo spesso alla follia e alla disperazione elfi e uomini, mostrandosi come una creatura mastodontica dall'aspetto orribile e con uno sguardo micidiale.

Elenco dei Valar

Fra tutti i Valar, nove sono considerati supremi in potere e in considerazione. Melkor viene però generalmente tolto dal novero, facendo sì che ne rimangano otto, gli mwwqAratar, i Supremi di mwwgArda, in ordine: Manwë e Varda, Ulmo, Yavanna e Aulë, Mandos, Nienna e Oromë. Questi sono considerati superiori rispetto a qualunque altro Valar, Maiar e a tutte le altre specie inviate da mwwwIlúvatar in Eä.

Albero genealogico dei Valar

In azzurro sono indicati i Valar, in rosa le Valier; il tratteggio indica che Eru ha concepito i due Ainur come marito e moglie.

Questi sono i nomi dei Valar come sono conosciuti dagli mwxwEldar. Nella Terra di Mezzo essi (i Valar) vennero conosciuti con altri nomi in particolare di origine mwyaSindarin; per esempio Varda veniva chiamata mwyqElbereth. Gli Uomini li chiamavano in altri modi ancora e davano loro il titolo di dèi. Bisogna notare che questi, a eccezione di Oromë, non sono i loro veri nomi ma piuttosto dei titoli: i loro veri nomi non vengono ricordati in nessun luogo.

Maschi

Manwë

Nella mwzqcosmogonia immaginaria di mwzg, Manwë è il Signore dei Valar nonché Re di mwzwArda. Egli è lo sposo di Varda e, nella mente di mwaaEru Ilúvatar da cui è stato generato come tutti gli altri mwaqAinur, è il fratello di mwagMelkor, il Signore del Male. È il Signore dell'aria, e vive sopra il monte mwawTaniquetil, la più alta montagna del mondo. Le correnti d'aria e i venti sono suoi servi, così come le mwbaAquile che gli obbediscono.

In quanto signore dell'aria il suo ruolo nel pantheon tolkieniano è simile a quello di mwbgZeus in quello greco (anche Zeus ha uno speciale rapporto con le mwbwaquile, simbolo della sua potenza), ma dato che suo fratello è un essere malvagio di incredibile potenza egli è idealmente vicino anche all'mwcaarcangelo Michele, normalmente ritenuto nell'immaginario collettivo il "fratello" del decaduto mwcqSatana.

Manwë è (con Melkor) il più grande degli Ainur, il più nobile e maestoso, oltre che il più puro di cuore e quello che capì meglio la volontà di Eru e i suoi disegni, e quello che fu più istruito nei segreti della musica dopo mwcwUlmo. Quando Melkor creò dissonanze nella mwdaMusica degli Ainur, fu Manwë ad assumere la direzione del tema principale del canto della Musica. Dopo la formazione di mwdwArda Eru gli diede il compito di governarla in sua vece, e assunse quindi il titolo di Supremo Sovrano di Arda in quanto vicario di Eru sulla terra. Manwë restò legato a Eru e spesso con il pensiero lo raggiungeva e ci parlava; svolse il ruolo di giudice e di coordinatore delle azioni degli altri. Fu lui a creare gli uccelli e i venti, con parole di tuono inoltre circuì i fuochi e i geli di Melkor da questi creati durante la sua Prima Guerra contro i Valar. Radunò lui insieme a Varda la luce aurea e argentea dalle tre arie per le Lampade fabbricate da Aulë, che furono poi consacrate da Manwë stesso.

Manwë fu un Guardiano gentile e misericordioso, estraneo al proprio potere, tanto da non riuscire a comprendere la malvagità sotto la forma di suo fratello. Rilasciò infatti Melkor da Mandos, permettendogli così di causare la diffidenza di mwewFëanor, l'avvelenamento dei mwfaDue Alberi, l'uccisione di mwfqFinwë, il ratto dei mwfgSilmaril e la rivolta dei mwfwNoldor. In seguito, per preservare la luce dei Due Alberi fece realizzare da mwgaAulë il mwgqSole e la mwggLuna, anche perché sapeva dell'avvicinarsi del risveglio degli mwgwUomini, e per lo stesso motivo mandò mwhaThorondor e le Aquile, suoi servitori, a proteggerli. Dopo la caduta di Morgoth, fu Manwë a gettarlo nel vuoto senza tempo al di là dei confini di .

Se Manwë è in compagnia di Varda sul monte mwiaTaniquetil, nulla su Arda può sfuggire alla sua vista, e nessun suon può sfuggire all'udito di Varda; gli uccelli gli recano notizia. Le sue trombe hanno un rumore fragoroso e in esse vi è grazie al suo spirito e alla sua magia un'eco della Grande Musica. È inoltre un grande pensatore e oratore, come dimostra il discorso creato da lui al fine di ingannare Melkor nella guerra che precedette l'Incatenamento. Il suo carro da guerra è trainato da due dei più candidi cavalli di Oromë, e utilizza un arco che con le sue frecce crea tempesta. Da Manwë, gli elfi appresero canti, poemi e poesie. Egli solo, insieme a Mandos, sapeva dove si recava l'anima degli Uomini dopo la morte e viene detto che solo Manwë in una certa misura poteva concepire le opere di mwjwFëanor o altre che le eguagliassero.

Dopo la sconfitta di Morgoth, Manwë interviene nella caduta di mwkqNúmenor, domandando a Eru di fermare gli uomini di mwkgAr-Pharazôn che invadono mwkwAman. In seguito egli tiene sotto controllo (e in parte ostacola) mwlaSauron attraverso le Aquile e l'invio degli mwlqIstari (in particolare di mwlgGandalf/Olórin, quello di cui si fidava di più) durante la mwlwTerza Era. Nei mwmaRacconti incompiuti Tolkien parla infatti della costante preoccupazione di Manwë per la Terra di Mezzo anche dopo che Valinor venne tolta dai cerchi di Arda, in quanto egli vedeva in Sauron "una lenta minaccia".cite-ref-3[3]

Forse a causa di questo stretto legame con Gandalf, in uno scritto, riportato nei mwngRacconti incompiuti, Tolkien dice che molti a mwnwGondor nella mwoaQuarta Era ritenevano, erroneamente, che lo Stregone non fosse altro che l'ultima incarnazione di Manwë stesso, prima del suo definitivo ritiro sul Taniquetil e della mwoqDagor Dagorath.cite-ref-4[4]

mwpwManwë significa mwqaBenedetto. mwqqSúlimo sta per mwqgSignore dei Venti. I suoi titoli includono mwqwRe di Arda, mwraSignore del Respiro di Arda e mwrqSignore dell'Occidente.

Ulmo

mwtqUlmo (dalla lingua dei Valar mwtgUlubôz, mwtwUllubôz connesso con il verbo mwuaQuenya mwuqulya- "versare" e il suffisso mwug-mo indicante agente quindi "Colui che versa") è un Vala, il Signore dell'acqua, dei mari e degli oceani. Il nome Ulmo significa, come già detto, mwuwcolui che versa.

Ulmo è il terzo in ordine di importanza e maestosità tra i Valar, dopo Manwë e Varda e intrattiene forti legami di amicizia con Manwë. Ha sempre diffidato di mwvqMelkor, e il Signore Oscuro ha sempre avuto paura del mare quasi quanto teme Varda, in quanto il mare non può essere asservito in nessun modo. Ulmo non ha mai vissuto a mwvgValinor, né ha mai avuto una casa in nessun posto sulla terraferma, dato che preferisce le profondità marine e i fiumi della mwvwTerra di Mezzo. Il suo palazzo, situato sul fondo di mwwaEkkaia, è chiamato mwwqUlmonan.

Il suo potere si estende su tutte le acque, compresi i fiumi, le insenature, e perfino le acque sotterranee. Attraverso queste ultime si è tenuto in contatto con mwwwArda, fino a sapere più cose di Manwë sui mwxaFigli di Ilúvatar; per questo si dice che viva nelle vene del mondo.

Raramente si è riunito nel Consiglio di Mahanaxar (l'anello del Destino dove si incontrano i Valar per prendere decisioni), ed è intervenuto solo se convocato o comunque solo in situazioni critiche, e difficilmente si mostrava in pubblico come un essere antropomorfo, dato che la sua forma avrebbe terrorizzato ogni mwxwUomo o mwyaElfo, vestito come un'onda gigante e rivestito di una scintillante armatura verde, mentre suona i suoi grandi corni chiamati mwyqUlumúri. Inoltre il suo carro è trainato da un'mwygotaria e da un mwywnarvalo, gli unici animali assieme alla balena Uin a vivere nell'Oceano Esterno.

Il vassallo di Ulmo e sua moglie sono mwzqOssë e mwzgUinen, che insieme a mwzwMelian sono i mw0aMaiar più conosciuti dagli Elfi. Sono stati in più occasioni molto utili a Ulmo per conoscere più da vicino questi ultimi.

Ulmo ha sempre amato gli mw0gEldar e gli mw0wEdain, anche quando i Valar abbandonarono la Terra di Mezzo. Si oppose al piano di mw1aOromë di portare tutti gli Elfi su mw1qAman e ancorò mw1gTol Eressëa nella Baia di Eldamar, dato che conosceva i pensieri dei mw1wTeleri, restii ad abbandonare il mare. Ulmo è stato il Vala più implicato nella caduta di mw2aMorgoth, avendo consigliato a mw2qTurgon di costruire mw2gGondolin e a mw2wFinrod di costruire mw3aNargothrond. È apparso a mw3qTuor, chiedendogli di andare di fretta a Gondolin in veste di messaggero e provocando così il matrimonio tra Tuor e mw3gIdril (la figlia di Turgon), che daranno poi alla luce mw3wEärendil.

Ulmo salvò inoltre la vita a mw4qElwing, la moglie di Eärendil, dal saccheggio dei porti di mw4gSirion, permettendole di portare un mw4wSilmaril a suo marito, indispensabile per raggiungere Valinor e chiedere aiuto ai Valar. Ulmo inoltre li difese in consiglio dalla potenziale ira di Mandos.

Ulmo possiede degli strumenti, gli mw5qUlumúri, che sono dei mw5gcorni di foggia strana, perché costruiti di tante mw5wconchiglie appuntite e a spirale tenute assieme da mw6aargento fuso e collegate a un'imboccatura di mw6qmadreperla e rare mw6gperle nere. A partire dalla preziosa imboccatura, lo strumento si ramifica in sette corni, ognuno di lunghezza e larghezza e mw6wtimbro diversi.

A volte si allude agli Ulumùri come a corni modellati su uno scoglio presente nel luogo che Ulmo ha scelto in quel momento per suonarli.

Sono stati fabbricati da mw7gSalmar.

Aulë

mw8qAulë il Fabbro è un Vala, nonché uno degli otto Aratar, Fautore della Terra e Patrono della conoscenza, legato a tutto ciò che riguarda terra, roccia, metallo, nonché arti e sapienza. Dai mw8gNani viene chiamato mw8wMahal, che significa "Il Grande". Durante la creazione di mw9aArda, Aulë fu perlopiù impegnato nella creazione dei continenti e delle montagne. Sue creazioni sono le mw9qDue Lampade, la catena di mw9gMelkor, mw9wAngainor, e i vascelli del mw-aSole e della mw-qLuna. Sua sposa è Yavanna. Letteralmente il suo nome in Queniya significa "Colui che inventa le cose".

Il carattere di Aulë è forse il più particolare di tutti i Valar poiché egli è il più simile a mw-wMelkor: a differenza di questi, fortunatamente, non divenne malvagio ma la sua voglia di creare cose nuove nel nome di mw-aEru Ilúvatar lo spinse a ideare una propria razza, i mw-qNani, poiché non era disposto ad aspettare che apparissero i mw-gFigli di Ilúvatar. Ilúvatar sapeva della sua creazione, e lo ammonì per la sua opera, mettendolo alla prova; riconobbe quindi la fedeltà di Aulë e accettò i Nani come figli adottivi,cite-ref-tolkien46-5-0[5] dando loro mwaqmcoscienza e vita. Se infatti Ilúvatar non avesse accettato i Nani essi sarebbero stati semplici pupazzi nelle mani di Aulë. Ilúvatar aveva però disposto che gli mwaqqElfi avrebbero dovuto essere i primi a giungere in Arda, e quindi ordinò ad Aulë di nascondere i sette Padri dei Nani in luoghi remoti dove avrebbero dovuto attendere un momento più adatto per il loro risvegliocite-ref-tolkien46-5-1[5]. I Nani credono che Aulë riservi un posto per loro nelle mwaqkmwaqoAule di Mandos e che, dopo l'mwaqsUltima Battaglia, egli li richiamerà a lui per aiutarlo a ricostruire il mondo.

È da notare che mwaq0Sauron e mwaq4Saruman, i più forti nemici della mwaq8Terza Era, erano in origine aiutanti di Aulë, per poi divenire malvagi e bramosi di potere.

Quando gli Elfi giunsero a mwareValinor i mwariNoldor furono coloro che più rimasero affascinati dalle arti di Aulë. mwarmFëanor fu il suo più grande allievo, che grazie ai suoi insegnamenti raggiunse le più alte vette dell'arte creando i mwarqSilmaril. Durante l'Esilio dei Noldor, quelli che ritornarono in Valinor seguendo mwaruFinarfin chiamarono sé stessi mwaryAulendur, seguaci di Aulë.

Oromë

mwarkOromë è un Vala amante della caccia ai mostri di mwaroMelkor e ad altre bestie pericolose. Ama tutti gli alberi e il suo nome in mwarsQuenya significa mwarwCorno Suonante. È anche conosciuto come mwar0Aldaron, mwar4Araw, mwar8Béma, mwasaTauron, ossia mwaseIl Grande Cacciatore, mwasiIl Grande Cavaliere e il mwasmSignore delle Foreste. Sua sorella è Nessa, mentre la sua sposa è Vána.

Durante gli mwasuAnni degli Alberi, dopo che la maggior parte dei Valar si ritirò completamente dalla mwasyTerra di Mezzo e andò a dimorare in mwascAman, Oromë continuò a cacciare nelle foreste della mwasgTerra di Mezzo. Così facendo trovò gli mwaskElfi poco dopo il loro risveglio a mwasoCuiviénen. Egli era il più forte fra i cacciatori, e fu molto attivo nelle lotte contro mwassMorgoth. Aveva un grande corno, il mwaswValaróma, il cui suono sconvolgeva e spaventava tutte le creature di Morgoth, e un enorme destriero dal manto più bianco della neve di giorno e grigio argento di notte e dagli zoccoli dorati, che chiamava mwas0Nahar. Si dice che portò i mwas4Mearas da Valinor alla Terra di Mezzo.

Mandos

È un Vala il cui vero nome è mwatuNámo (mwatyGiudice). È il Vala della Morte e del Destino. La sua sposa è Vairë, mentre è fratello di Irmo e Nienna nella mente di Ilúvatar.

Námo preferisce attribuirsi il nome di mwatgMandos in onore delle mwatkAule di Mandos (o mwatoAule d'Attesa), da lui presiedute, dove gli spiriti degli mwatsElfi vagano dopo essere stati uccisi (un tema ripreso dal nordico mwatwValhalla), in attesa del loro destino successivo. Gli spiriti degli mwat0Uomini, invece, vi soggiornano per poco, poi vanno oltre mwat4.

Mandos è descritto come severo e libero da passioni, che mai dimentica qualcosa e che tutto sa del futuro. Fu il Vala che maledisse i mwauaNoldor che lasciarono mwaueAman, e che consigliò Manwë di non permettere loro di ritornare (quasi come una sorta di punizione). Le sue maledizioni e i suoi voleri, tuttavia, non sono crudeli o vendicativi per sua volontà, ma sono semplicemente la volontà di Eru Ilúvatar, e lui ne fa menzione solo se comandato a farlo da Manwë.

Solo una volta Mandos è stato mosso a pietà, quando mwaumLúthien cantò del dolore che lei e il suo amore mwauqBeren provarono nel mwauuBeleriand. Così, con l'assenso di Manwë, li lasciò entrambi andare dalle sue Aule (Beren e Lúthien erano entrambi morti).

Mandos fece due profezie: la mwaucSorte dei Noldor, che riguarda le pene e le sofferenze che questi ultimi avrebbero subito di lì in poi; e la Seconda Profezia di Mandos, riguardante la Fine del Mondo, dove descrisse l'Ultima Battaglia, la mwaugDagor Dagorath, mwaukla Battaglia delle Battaglie.

Questo personaggio appare poi diversamente, sotto certi punti di vista, nei mwausmwauwRacconti ritrovati, dove vengono citate altre caratteristiche riguardanti il Vala:

• Il primo nome di Mandos è Vefàntur, ed è il Signore della Morte;
• La sala dove egli siede sul suo trono si chiama mwavaVe, ed è uno scuro salone illuminato debolmente da un pezzo della lampada argentea dei Valar, pezzo posto in un braciere al centro della sala;
• È stato incaricato dai Valar (e con lui anche Tulkas) di scovare mwaviMelkor.

Quest'ultimo episodio, nei mwavqRacconti ritrovati, è a sostituzione della prima battaglia tra i Valar e l'Oscuro Signore presente ne mwavumwavyIl Silmarillion.

Irmo

È il Signore delle Visioni e dei Sogni e il suo nome significa "Desiderante" o "Signore del Desiderio". È il fratello minore di mwavkMandos, insieme indicati come Fëanturi ("mwavoI Signori degli Spiriti"), e di mwavsNienna. Di solito viene chiamato mwavwLórien, dal luogo dove dimora, e i suoi giardini che in mwav0Lórien sono situati, sono i più belli di tutta Arda.

Estë, sua sposa, è vestita di grigio, e il suo dono è il riposo.

Nella creazione di Irmo e Mandos Tolkien si è chiaramente ispirato alla mitologia greca. Infatti mwawaIpno, il dio del sonno, e mwaweTanato, il dio della morte, erano gemelli.

Tulkas

«Ma, nel pieno della guerra, uno spirito di grande forza e di grande ardimento accorse in aiuto dei Valar, avendo udito, nel cielo lontano, che nel Piccolo Regno era in corso una battaglia; e Arda si colmò del suono della sua risata. Giunse così Tulkas il Forte la cui collera si abbatté come un vento impetuoso, disperdendo nubi e tenebre di fronte a sé.»


È anche chiamato mwawuAstaldo, mwawyil Valoroso. Detto mwawcIl Forte, è descritto come mwawgIl più grande per forza e gesta di valore. Nessa è la sua sposa.

Tulkas amava la guerra più di chiunque altro tra i Valar, e fu l'ultimo a scendere in mwawoArda, venendo ad aiutare gli altri quando seppe della loro guerra con mwawsMelkor. Melkor fuggì prima che lui arrivasse, e iniziò così la mwawwPrima Primavera di Arda. Si dice che quando la sua risata riempì Arda, Melkor tremò. Questi odiò fin dall'inizio la sua figura, e ogni azione che avrebbe compiuto in mwaw0futuro sarebbe avvenuta solo fin quando Tulkas fosse stato abbastanza lontano o stanco per reagire. Per esempio, dopo la costruzione delle mwaw4Due Lampade e la seconda battaglia tra i Valar e Melkor ad mwaw8Almaren, Tulkas sposò mwaxaNessa e ci fu una grande festa. Tulkas, sfinito per la battaglia combattuta, si riposò, e mwaxeMelkor decise che l'ora di ritornare era giunta, attaccando le Due Lampade.

Tulkas viene descritto come entusiasta delle battaglie e delle prove di forza. Non monta cavalli, perché può superare qualsiasi creatura nella corsa, e non maneggia armi in quanto "mwaxmle sue armi sono le sue mani". Durante la prima guerra contro mwaxqil Vala caduto, Tulkas combatté contro quest'ultimo in veste di campione dei Valar e davanti a lui si mise a ridere. Non si arrabbia spesso, ma allo stesso tempo è anche lento a perdonare - per questa ragione fu uno dei pochi individui che si opposero alla liberazione di Melkor. Viene considerato molto scarso come consigliere, dato il suo carattere poco mwaxudiplomatico, ma sicuramente è un guerriero deciso e fidato.

Tulkas tende anche a essere impaziente; prima dell'arrivo degli Elfi sollecitò i Valar a muovere guerra contro Melkor. Dopo l'ottenebramento di mwaxcValinor consigliò anche a mwaxgFëanor di cedere i mwaxkSilmaril.

Melkor

Detto Morgoth, Oscuro Signore, Fiamma di Udun, Creatore del Male, mwax0Signore del Fuoco.

Melkor era inizialmente il più potente tra i Valar; ha perduto gradualmente i suoi poteri e abilità per avere portato morte e distruzione e riversato la sua potenza nelle malvagie entità a cui ha dato vita, e non viene più annoverato tra i Valar.

Melkor è piuttosto conosciuto con il nome di Avversario (Morgoth). Il suo elemento distintivo è il fuoco, ma di una natura diversa rispetto a quella della mwayaFiamma Imperitura; laddove infatti il fuoco di Melkor può solo modellare, ricostituire o distruggere, il Fuoco Segreto invece serve a creare e a costruire. Essendo il mwayemwayi'signore del fuoco' Melkor è al di sopra degli altri Valar, secondo la classificazione aristotelica degli Elementi; Fuoco, Aria, Acqua e Terra.

Femmine

Varda

mwayoVarda è moglie di Manwë. È la creatrice delle stelle (le più belle e importanti delle quali realizzate usando i germogli di mwaysTelperion, uno dei mwaywDue Alberi), e più in generale si può affermare che ella sia la Signora della luce, in tutte le sue forme.

Si dice che sia troppo bella per essere descritta a parole, dato che il suo viso risplende della luce di mway4Ilúvatar. Vive con Manwë sulla cima di mway8Taniquetil, la montagna più alta di Arda e di mwazaValinor. Quando lei è con Manwë su questo monte, nessun suono su Arda è per lei inudibile, e niente del mondo può sfuggire alla vista di Manwë.

Varda fu la prima a intuire la vera natura malefica di mwaziMelkor, ancora prima dell'mwazmmwazqAinulindalë. Melkor teme e odia Varda più di ogni altro Valar.

Gli mwazyElfi, sebbene riconoscano e rispettino tutti i Valar come Signori del Mondo, tengono Varda in suprema considerazione e venerazione, dato che la prima luce da loro vista fu quella delle stelle da lei create.

mwazgVarda significa mwazksublime in mwazoquenya, ed mwazsElentári significa mwazwSignora delle Stelle; in Quenya viene anche chiamata mwaz0Tintallë (mwaz4Accenditrice).

In mwaaaSindarin è anche conosciuta come mwaaeElbereth (Signora delle Stelle), mwaaiGilthoniel (colei che accese le stelle) e mwaamFanuilos (Sempre-Bianca). In mwaaqTelerin è chiamata mwaauBaradis.

Yavanna

È una Valië, nonché una degli Aratar e la seconda più importante delle Valier dopo Varda. È sorella maggiore della Valië Vána e sposa del Vala Aulë. Il suo nome significa "Dispensatrice di Frutti", mentre Kementári sta per "Regina della Terra". È responsabile della crescita di tutte le piante e frutti. Viene anche chiamata mwaagPalúrien.

La più grande creazione di Yavanna furono i mwaaoDue Alberi. Dall'ultimo fiore di mwaasTelperion e dall'ultimo frutto di mwaawLaurelin vennero creati la Luna e il Sole. Prendendo a modello mwaa0Telperion, Yavanna creò Galathilion, il quale venne donato agli elfi di Valinor e piantato in mwaa4Tirion. Da Galathilion discende Celeborn l'albero di mwaa8Tol Eressëa. Da Celeborn discende mwabaNimloth, l'mwabeAlbero Bianco di Númenor, e da un suo pollone, salvato da mwabiIsildur alla distruzione di mwabmNúmenor discende l'Albero Bianco di Gondor.

Dopo che mwabuEru accettò la creazione di Aulë, i mwabyNani, Yavanna temette che essi avrebbero abbattuto tutti gli alberi nella mwabcTerra di Mezzo. Parlò allora con Manwë, che le ricordò che nella mwabgMusica ella già aveva previsto che le sue creature fossero in grado di proteggere se stesse. Questo sarà infatti il compito degli mwabkEnt, i mwaboPastori degli Alberi, finché gli mwabsElfi avessero abitato la mwabwTerra di Mezzo e non fosse passata la gioventù degli mwab0Uomini.

Nella mwab8Terza Era fu proprio Yavanna a scegliere mwacaRadagast come membro degli mwaceIstari, gli stregoni che si sarebbero dovuti opporre al rinato potere di mwaciSauron. Dopo la mwacmDagor Dagorath, i tre mwacqSilmaril saranno recuperati e mwacuFëanor, una volta liberato dalle aule di Mandos li offrirà alla Dispensatrice di Frutti, lei li romperà e riporterà in vita i mwacyDue Alberi.

Viene rappresentata come un albero, le cui radici affondano nelle acque di Ulmo, e le cui fronde si pasciano nei venti di Manwe.

Nienna

È sorella di Mandos e Irmo. Il suo nome significa "Colei che piange". Vive nel più lontano Ovest di mwacoArda, e si addolora per le sofferenze del mondo.

Nienna si reca spesso alle sale di Mandos dove conforta quelli che la invocano tramutando il loro dolore in saggezza. Pietà e speranza sono ciò che insegna.

Nienna innaffiò il grande tumulo di mwac0Ezellohar con le sue lacrime, quando Yavanna cantò, per fare nascere i mwac4Due Alberi. Dopo la loro distruzione da parte di mwac8Melkor, pianse su ciò che ne rimaneva per sanare almeno in parte le ferite inferte da mwadaUngoliant, contribuendo così a fare nascere l'ultimo frutto e l'ultimo fiore dagli alberi, che sarebbero diventati poi il mwadeSole e la mwadiLuna. mwadmOlórin era il suo più grande allievo.

Nei mwadumwadyRacconti ritrovati vengono citati altri nomi e caratteristiche della Valië:

• Fui (il suo primo nome);
• Núri che sospira;
• Heskil che genera l'inverno;
• Qualmë-tári la Signora della Morte.
• La sua dimora è vicina a quella di Mandos.
• La sua voce si trasformò in pianto, ben prima della fine della Musica degli Anuir.

Si ricorda che Gandalf, prima di partire per la terra di mezzo come Istari per volere di Manwë e Varda, era seguace di Nienna

Estë

mwaeeSignora della Pace. Il suo nome significa mwaeiriposo. Suo sposo è Irmo, e vive con lui nei giardini di Lórien in mwaemValinor. Durante il giorno non cammina, ma riposa nell'isola del lago Lórellin. Dalle fontane di Irmo ed Estë chiunque abiti in Valinor può rinfrescarsi;

Vairë

È moglie di Mandos e il suo compito consiste nel tessere la storia del mondo. Non è particolarmente nota per poteri o prestigio come altre sue pari. Si narra comunque che le sue tele ricoprano le mwaecAule di Mandos, dove vive con il marito.

L'equivalente in mwaekSindarin del suo nome mwaeoQuenya è mwaesGwîr, cioè appunto mwaewTessitrice. Quando Mìriel, madre di Fèanor morí, e si reincarnò essa la prese nella sua schiera di tessitrici.

Nei primi scritti di Tolkien appariva una mwae4Vairë diversa. Nei mwae8mwafaRacconti ritrovati era un mwafeElfo di mwafiTol Eressëa. Insieme al marito mwafmLindo racconta le storie che poi sarebbero state raccolte nel mwafqSilmarillion a un marinaio umano chiamato Ælfwine (noto anche come Eriol). Il suo ruolo di mwafumenestrello potrebbe avere influenzato la scelta del nome per la Vala responsabile per la scrittura della storia del mondo.

Vána

mwafgSignora della Primavera; sorella di Yavanna e sposa di Oromë. Al suo passaggio i fiori si aprono e gli uccelli cantano allegramente.

Nessa

mwafsSignora della Femminilità; è nota per la sua velocità e la sua agilità, per la sua capacità di comunicare con i cervi che la seguono tra la natura e per il suo amore per la danza nelle terre sempreverdi di mwafwValinor; sposa di Tulkas. È anche nota per la sua bellezza pura e per l'amore che suscita il suo sguardo.

Note

cite-note-11. mwagmmwagqJ. R. R. Tolkien, mwaguLettera a Milton Waldman, in Cristopher Tolkien (a cura di), mwagyIl Silmarillion, traduzione di Francesco Saba Sardi, XXIIIªmwagc ed., Milano, Bompiani, 2012 mwagg[1977], p.mwagk 16, mwagoISBNmwags 978-88-452-5654-7. mwag4«I cicli si aprono con un mito cosmogonico: la Musica degli Ainur. Dio e i Valar (ovvero le potenze, anglicizzate in dèi) si rivelano. I secondi sono quelli che noi chiameremmo potenze angeliche, la cui funzione è quella di esercitare un'autorità delegata ognuno nella propria sfera (di dominio e di governo, non di creazione, di facimento o di ri-facimento). Essi sono "divini" nel senso che originariamente furono "esterni" e che esistettero "prima" della creazione del mondo. Il loro potere e la loro sapienza derivano dalla Conoscenza che essi hanno del dramma cosmogonico, da loro compreso prima in termini di drammatizzazione (cioè nello stesso modo in cui noi comprendiamo una storia composta da qualcun altro), poi come "realtà". Così, sul versante del puro espediente narrativo, ciò ha naturalmente significato la necessità di dare vita a esseri dotati delle medesime bellezza, potenza e maestà degli "dèi" della mitologia più nobile, che però potessero essere accettati... be', diciamo pure audacemente, da chi crede nella Santissima Trinità.»
cite-note-22. mwahimwahmTolkien,mwahq p. 17.
cite-note-33. J.R.R. Tolkien, mwahgRacconti incompiuti, capitolo "Gli Istari"
cite-note-44. J.R.R. Tolkien, a cura di Christopher Tolkien, mwahwRacconti incompiuti, Bompiani, 2008, pag. 523
cite-note-tolkien46-55. mwaiimwaimTolkien, Silmarillion, p.46.

Bibliografia

• citereftolkienJ. R. R. Tolkien, Il Silmarillion, Club degli Editori (su licenza Rusconi), 1980.

Voci correlate

• mwaioValarin

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